Progetto di Legge n. 254 della Regione Veneto
 
Art. 1 - Ambito di applicazione.

1. Al fine di concorrere a determinare condizioni di miglioramento della qualità della vita mediante interventi di formazione degli operatori, la Regione del veneto individua le attività bio-naturali.

2. Non sono comunque riconducibili alle attività bio-naturali le attività di prevenzione, cura e riabilitazione della salute fisica e psichica della popolazione erogate dal servizio sanitario nazionale.

3. Per il conseguimento delle finalità di cui al comma 1, la Regione del Veneto entro centoottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge definisce l'elenco delle attività bio-naturali, sentito il Comitato di cui all’articolo 3.

4. Ai fini della presente legge si definisce operatore di attività bio-naturali chi esercita le attività ricomprese nell'elenco di cui al comma 3 indirizzate a:

a) migliorare la qualità della vita della persona;

b) stimolare le risorse vitali della persona

c) educare a stili di vita salubri e rispettosi dell'ambiente.

 

Art. 2 - Interventi di formazione.

1. La Regione del Veneto cura la formazione professionale dell'operatore di attività bio-naturali e provvede al rilascio dell'autorizzazione ai corsi e alla definizione delle attività didattico formative.

2. I corsi di formazione di cui al comma 1 sono organizzati e gestiti dagli organismi di formazione accreditati ai sensi della legge regionale 9 agosto 2002, n. 19 , con esperienza nel settore e nelle attività di riferimento, secondo quanto previsto dalla vigente normativa statale e regionale ed in particolare dall’articolo 5 della legge 21 dicembre 1978, n. 845 e dell’articolo 11 della legge regionale 30 gennaio 1990, n. 10 .

3. La Giunta regionale, su proposta del Comitato di cui all’articolo 3, stabilisce, inoltre, per ogni singola attività:

a) i livelli di formazione per l'esercizio dell'attività lavorativa degli operatori delle attività bio-naturali;

b) i criteri per l’adozione dei programmi di formazione;

il monte ore minimo dei corsi di formazione comprensivo di uno stage pratico pari ad almeno il trenta per cento del monte ore complessivo.

4. I corsi di formazione per operatore di ABN possono essere cofinanziati dalla Regione che annualmente determina i criteri ed i parametri di finanziamento anche accedendo a progetti di formazione professionale previsti e cofinanziati dall'Unione Europea.

 

Art. 3 - Comitato di coordinamento regionale per le ABN.

1. Entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, è istituito presso la struttura regionale competente in materia di formazione professionale, il Comitato di Coordinamento regionale per le ABN.

2. Il Comitato di coordinamento regionale per le ABN:

a) svolge attività di monitoraggio delle attività bionaturali, valuta la validità di quelle emergenti ed esprime parere alla Giunta regionale per il loro inserimento nell’elenco di cui all’articolo 1;

b) propone alla Giunta regionale, il curriculum formativo ed il livello di formazione per l'esercizio all'attività lavorativa di cui alla presente legge;

c) propone alla Giunta regionale i criteri per l’adozione dei programmi di formazione.

3. Il Comitato, nominato, in deroga alla legge 22 luglio 1997 n. 27, con decreto del Presidente della Giunta regionale, è composto da:

a) il dirigente responsabile della struttura regionale competente in materia di formazione professionale, in qualità di presidente;

b) tre rappresentanti designati dalle associazioni che alla data di entrata in vigore della presente legge, sono maggiormente rappresentative a livello regionale della generalità delle attività bio-naturali e che:

1) operano da almeno un anno;

2) sono dotate di un codice di deontologia professionale di garanzia della qualità delle attività bio-naturali svolte a servizio dei clienti e della correttezza professionale dei propri iscritti;

c) tre rappresentanti designati rispettivamente dalle associazioni per la difesa dei consumatori e degli utenti, dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro;

d) cinque esperti di chiara fama nei settori di cui alla presente legge individuati dalla Giunta regionale, sentite le associazioni di cui alle lettere b) e c).

 

Art. 4 - Esame finale e rilascio dell’attestato di frequenza.

1. La frequenza ai corsi è obbligatoria e non possono essere ammessi alle prove di valutazione finale coloro che abbiano superato il tetto massimo di assenze indicato dalla Giunta regionale nel provvedimento di autorizzazione dei corsi, e comunque non superiore al dieci per cento delle ore complessive.

2. Al termine del corso gli allievi sono sottoposti ad una prova teorica e ad una prova pratica da parte di un’apposita commissione d’esame, la cui composizione è individuata dal provvedimento di cui al comma 1.

3. In caso di assenze superiori al dieci per cento delle ore complessive, il corso si considera interrotto e la sua eventuale ripresa nel corso successivo avverrà secondo modalità contenute nel provvedimento di cui al comma 1.

4. All’allievo che supera la prova è rilasciato dalla Giunta regionale un attestato di frequenza valido ai fini dell'iscrizione al registro di cui all'articolo 5.

 

Art. 5 - Registro regionale Operatori ABN.

1. È istituito presso la struttura regionale competente in materia di formazione professionale il Registro regionale degli operatori di ABN, articolato in sezioni per le singole attività.

 

Art. 6 - Norma di prima applicazione.

1. La Giunta regionale, nel contesto del proprio sistema della formazione, quantifica il credito formativo da attribuire alle attività pregresse in relazione all'iscrizione degli operatori di attività bio-naturali al registro di cui all'articolo 5, prevedendo misure compensative nei casi in cui la formazione pregressa risulti insufficiente rispetto ai contenuti della formazione previsti dalla presente legge.